CATANIA: LA CIRCUMETNEA. Quando si dice Catania, si pensa immediatamente al suo vulcano, l'Etna, il più bello e buono del pianeta, capace di eruzioni tanto spettacolari quanto innocue per la popolazione che vive alle sue pendici. Sono tanti i modi per vivere l'Etna; per il turista che viene in Sicilia, uno di questi è assolutamente irrinunciabile, perché in grado di regalare atmosfere ed emozioni uniche. Parliamo della FCE - Ferrovia Circumetnea, una ferrovia a scartamento ridotto che in poco più di tre ore collega Catania con Giarre (entrambe affacciate sulla costa ionica dell'Isola) compiendo il periplo completo del vulcano e attraversando diversi centri urbani etnei come Adrano, Bronte, Maletto, Randazzo e Linguaglossa.

 

 

La storia della FCE (fondata il 31 dicembre 1883 con il regio decreto che costituì il Consorzio per la costruzione e l'esercizio della ferrovia Circumetnea, tra la Provincia di Catania, la Camera di Commercio ed Arti di Catania, ed i Comuni di Riposto, Giarre, Mascali, Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Maletto, Bronte, Adernò, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Paternò, Belpasso, Misterbianco e Catania) - più semplicemente chiamata Circum o anche 'a Litturina dai catanesi - è antica: l'inizio dei lavori è del 1889, mentre risale al 2 febbraio 1895 l'inaugurazione del primo tratto della ferrovia, da Catania ad Adernò (l'attuale Adrano), ed è il 10 luglio 1898 che viene aperta al traffico l'intera linea. All'ingegnere inglese Robert Trewhella si devono sia il progetto e che la direzione dei lavori di costruzione. La ferrovia appena inaugurata consentiva una velocità massima di 27 km/h e si serviva di 12 locomotive a vapore, di 11 viadotti ad arcate, di 11 ponti a travata metallica e di 6 gallerie, oltre che di numerose opere annesse come stazioni, rimesse e case cantoniere. Lo scrittore Edmondo De Amicis, viaggiando con la Circumetnea, restò affascinato e soggiogato dalle forti emozioni suscitate dal paesaggio, dalla natura selvaggia e dal vulcano sempre mutevole per quanti sono gli infiniti angoli di osservazione che il viaggio in treno sa offrire. Anche la regina d’Italia Elena viaggiò su un treno della Circumetnea provvisto di carrozza reale. L’episodio accadde nel 1911, in occasione di una visita della sovrana a una sua dama di compagnia la quale possedeva una villa a Randazzo. Incredibili, in quella occasione, le scene di entusiasmo popolare al passaggio del convoglio reale durante le fermate nelle stazioni.

 

L'accoglienza dei reali Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro 

alla stazione FCE di Piedimonte Etneo (30 maggio 1911).

 

Nel 1937, entrarono in servizio 6 nuove automotrici Fiat ALn56 (meglio conosciute appunto come Littorine) che - sostituendo le locomotive a vapore di fine XIX secolo - consentirono un sostanziale incremento della velocità di crociera e una conseguente diminuzione dei tempi di percorrenza. Nell'immediato dopoguerra (1947), la Circumetnea - pesantemente danneggiata dal secondo conflitto mondiale - viene commissariata dal Governo: è in questo periodo che vengono acquistate altre automotrici diesel di costruzione Ranieri, in buona parte usate. Solo negli anni Settanta arriveranno finalmente 13 nuove motrici diesel-elettriche di costruzione Fiat Ferroviaria-Officine Meccaniche della Stanga che segnano la definitiva scomparsa dei vecchi locomotori a vapore. Alcune automotrici usate (cedute dalle Ferrovie Calabro Lucane e dalla ormai soppressa Ferrovia Castelvetrano - Porto Empedocle delle FS) arriveranno poi negli anni Ottanta, mentre nel 1991 entreranno in servizio 5 nuove ADe 21-25 costruite dalla ITIN di Catania. Del parco macchine della FCE fanno ancora parte anche due locomotive a vapore (la FCE 10 Mascali e la FCE 14 di costruzione belga), non più operative e destinate solo a scopi museali ed espositivi.

 

La locomotiva a vapore FCE 14 di costruzione belga

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Oggi, il tratto che inizialmente correva in superficie all'interno della città di Catania (attraversando per intero anche il corso delle Province, sino al suo incrocio con il viale Vittorio Veneto) è stato completamente interrato e costituisce una porzione della metropolitana catanese che è destinata a collegare l'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania Fontanarossa con la zona ovest della vasta area metropolitana catanese (sino ai comuni di Paternò, Santa Maria di Licodìa, Biancavilla e Adrano), ovviamente attraversando molti punti nevralgici della città stessa. Per maggiori dettagli sull'avanzamento del progetto e dei lavori, si rinvia alla pagina La metropolitana di Catania.

 

Tracciato attuale della FCE.

 

Il tracciato (che negli anni ha subito alcune modifiche a seguito delle colate del 1911, del 1923, del 1928 e del 1981) viene attualmente utilizzato dai molti pendolari che quotidianamente si spostano tra i centri della cintura etnea serviti dalla FCE, oltre che dai numerosi turisti che desiderano conoscere il vulcano da una diversa angolatura, scoprendolo - fra trincee di lava e agrumeti in fiore - in tutti i suoi aspetti più peculiari.

 

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Come già accennato, comunque, il futuro delle Ferrovia Circumetnea appare ormai legato sempre più a doppio filo allo sviluppo della Metropolitana di Catania, reso ormai indispensabile dalla necessità di rispondere alle sempre maggiori esigenze di mobilità interna alla grande area metropolitana catanese.

 

Andamento altimetrico della FCE.

 

 

PARTENZA E ARRIVO. Soprattutto nel periodo estivo, la FCE organizza itinerari turistici che - combinando tra loro spostamenti in bus e in treno - consentono di scoprire bellissimi e affascinanti angoli della parte etnea dell'Isola. Ma ad essere unica è anche l'esperienza che regala il tour completamente ferroviario intorno all'Etna. Si attraversano scenari che, normalmente esclusi dal turismo di massa, permettono di respirare fino in fondo quell'aria intensa e autentica che chi viene in Sicilia si aspetta di ritrovare. Per iniziare il giro ci si può recare presso una delle due località che sono origine/destinazione della linea FCE. Una delle due è la stazione di Catania Borgo, collocata - a Catania - in via Caronda, nella parte alta della centralissima via Etnea: è facilmente raggiungibile a piedi, con i bus urbani o con la metropolitana. All'ingresso della stazione di Catania Borgo si nota subito la vecchia locomotiva a vapore FCE 14 (in dialetto soprannominata Meusa, con nome mutuato dalla sua stessa storia: venne infatti costruita presso la fabbrica La Meuse di Liege, in Belgio, che l'aveva prodotta nel 1909 identificandola col numero 2224), che è la stessa che accompagnò Edmondo De Amicis nel suo viaggio all'inizio del XX secolo. L'altra è la stazione di Giarre, ubicata nella zona centrale dell'omonima cittadina e adiacente la stazione delle Ferrovie dello Stato, in modo da dare la possibilità, ai viaggiatori provenienti da Taormina o da Giardini Naxos, di poter usufruire del nodo di interscambio fra la due ferrovie.

 

 

PERCORSO. Dirigendosi verso la periferia ovest di Catania, la linea ferrata taglia trasversalmente il centro urbano sino ad incontrare la prima evidente traccia della presenza dell'Etna: la colata eccezionale del 1669, quella che raggiunse e investi Catania stessa. Il tracciato assume così caratteristiche uniche e, tra le case della periferia, il binario è fiancheggiato da nere rocce laviche che non lo abbandoneranno mai più, fino all'arrivo. Superato il comune di Misterbianco, si apre un grandioso panorama verso la montagna, con una vegetazione che varia continuamente. E' una campagna fittamente coltivata: gli agrumeti lasciano il posto agli ulivi, a qualche raro vigneto, ai fichidindia coltivati in maniera intensiva. Uno dopo l'altro sfilano i popolosi centri abitati che cingono il vulcano su questo versante: Paternò, S. Maria di Licodia, Biancavilla, Adrano. Non bisogna stupirsi se, d'improvviso, il convoglio si arresta in mezzo alla campagna: si tratta di una fermata facoltativa. Fino a qualche tempo fa, queste fermate erano al servizio dei contadini che utilizzavano il treno per raggiungere il fondo agricolo e tornare quindi in paese; oggi possono divenire la base di partenza per interessanti escursioni. Ad esempio dalla piccola stazione di Passo Zingaro si può risalire, attraverso una mulattiera, in mezzo a coltivazioni di pistacchio e ad antiche colate, sino a monte Minardo; oppure, dalla fermata Gurrida si può raggiungere il vicino lago. Riprendendo la marcia, il paesaggio diventa sempre più selvaggio e le colate laviche più o meno antiche si fanno sempre più frequenti, prendendo il sopravvento sugli altri paesaggi, finché, superata la stazione di Bronte, il tracciato della Circumetnea si immerge in una splendida colata costituita da lave a corda e raggiunge la sua quota massima all'altezza dell'altopiano di Maletto, in contrada Difesa, dalla quale lo sguardo spazia verso i crateri sommitali. Questo è il punto più alto toccato dalla linea ferroviaria (Rocca Calanna) ad un’altitudine di quasi 1000 metri (per la precisione, 976 metri). La fermata successiva è quella di Maletto (località famosa per la coltivazione delle fragole), ultima stazione prima di Randazzo: importante stazione agli antipodi di quella di Catania, dalla quale il treno è partito. A Randazzo si è circa a metà strada: si può fare una sosta per visitare il centro storico prima di iniziare la discesa lungo la valle dell'Alcantara. Il paesaggio adesso è meno aspro e selvaggio. Le campagne iniziano ad essere punteggiate da fastose ville, mentre il treno della Circumetnea percorre i pregiati vigneti della Solicchiata. Tutto intorno è coltivato con ogni genere di frutto tipico dell’Etna. Naturalmente agrumeti e vigneti la fanno da padrone sugli altri prodotti della terra. Ed è un gran belvedere il colore della zagara che, per bellezza, può essere accostato, solamente all’incomparabile gradevolezza del suo profumo. Paesi e frazioni vengono superati uno dopo l'altro, mentre in lontananza si scorge nuovamente il baluginare dello Ionio e, ai lati della ferrovia, ricompaiono gli agrumi. Il treno, infine, ancora una volta emulando il mito di Sisifo, conclude la sua corsa alla stazione di Riposto. Per far ritorno a Catania, però, è conveniente scendere alla stazione di Giarre, in modo da prendere, in coincidenza, uno dei tanti treni ordinari delle Ferrovie della Stato percorrenti la linea Messina-Catania.

 

 

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Associazione Personale Treni, Trazione e Stazione FCE   |  l i n k  |

 

 

 

 

 

 

 

immagini tratte da www.photorail.com