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1 . L A R E T E D
I R F I
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In
Italia, la rete infrastrutturale ferroviaria è interamente gestita
da RFI - Rete Ferroviaria Italiana: questa società,
controllata al 100% dal Gruppo FS - Ferrovie dello Stato, è
stata costituita il 1° luglio 2001 per rispondere alle direttive
comunitarie (recepite dal Governo italiano) che hanno decretato la
separazione fra il gestore della rete infrastrutturale e il
produttore dei servizi di trasporto. RFI
classifica la rete ferroviaria italiana distinguendo tra:
-
linee
fondamentali, caratterizzate da un'alta densità di traffico
e comprendenti le direttrici internazionali e gli assi di
collegamento fra le principali città italiane;
-
linee
complementari, caratterizzate da una minore densità di
traffico, costituenti la maglia di collegamento nell'ambito dei
bacini regionali e destinate a connettere tra loro le linee
fondamentali;
-
linee
di nodo, che si sviluppano all’interno di grandi zone di
scambio e collegamento tra linee fondamentali e complementari
situate nell’ambito di aree metropolitane.
La
rete ferroviaria siciliana è da RFI interamente classificata
come complementare. Essa si estende per complessivi 1.378 km;
57 sono le principali stazioni siciliane (di volta in volta
classificate come platinum, gold
e silver).
Scendendo
nel dettaglio, le principali linee ferroviarie di RFI in Sicilia
sono le seguenti:
-
la
linea Messina - Cefalù - Fiumetorto - Palermo, che corre lungo tutta la
costa tirrenica dell'Isola;
-
la
linea Messina - Catania Centrale - Siracusa, che corre lungo tutta la costa
ionica dell'Isola;
-
la
linea Palermo - Punta Raisi, che opera un collegamento diretto tra il
capoluogo dell'Isola e l'aeroporto "Falcone e Borsellino";
-
la linea Fiumetorto - Enna - Catania Bicocca, che attraversa da ovest a est l'entroterra
siciliano;
-
la linea Roccapalumba - Agrigento, che collega l'entroterra dell'Isola
alla sua costa sud-occidentale;
-
la linea Messina Centrale - Messina Marittima;
-
la linea Lentini Diramazione - Caltagirone - Gela;
-
la linea Siracusa - Noto - Modica - Ragusa - Gela;
-
la
linea Caltanissetta Xirbi - Caltanissetta Centrale - Canicattì
- Aragona;
-
la linea Agrigento Bassa - Porto Empedocle;
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la linea Palermo Notarbartolo - Palermo Marittima;
-
la linea Palermo - Trapani;
-
la linea Canicattì - Licata - Gela;
-
la linea Motta S. A. - Carcaci.
La
linea Messina - Cefalù
- Fiumetorto - Palermo è parte integrante dell’Asse
Ferroviario Europeo n° 1 (Berlino - Verona/Milano - Bologna -
Napoli - Reggio Calabria - Messina - Palermo). Allo stesso Asse
Ferroviario Europeo n° 1 afferisce la linea Fiumetorto - Enna -
Catania Bicocca.
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2 . L A R E T E D
I R F I P E R I
L T R A F F I C O M E R C
I
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Il
trasporto merci su rotaia è parte fondamentale di quell'ampio
concetto di intermodalità che trova concreta applicazione nella
costruzione degli interporti,
strutture attraverso le quali le merci passano da una modalità di
trasporto all'altra (gomma a lungo raggio/gomma per la
distribuzione, gomma/rotaia, rotaia/gomma). Ebbene, il ruolo che RFI
gioca in questo ambito è certamente importante; infatti, oltre
a gestire la rete ferroviaria propriamente detta, RFI
controlla o partecipa a diverse società di realizzazione e/o
gestione di terminal interportuali. Per quanto concerne la
Sicilia, RFI detiene il 33,33% della società Terminal
Tremestieri S.r.l. e il 50% della società NET - Network
Terminali Siciliani. La
Terminal Tremestieri S.r.l. è stata costituita per
provvedere allo svolgimento e alla fornitura di tutte le operazioni
e i servizi portuali attinenti all'approdo delle navi (che svolgono
attività di traghettamento attraverso lo Stretto di Messina) presso
il terminal merci che sorge a Messina in località Tremestieri. La
durata della società è fissata fino al 2050. La
NET - Network Terminali Siciliani, società costituita il 23 febbraio
2007, ha invece come oggetto sociale la realizzazione e la
gestione del “Centro Intermodale di Catania
Bicocca”. L'obiettivo
dei soci fondatori (RFI e SIS - Società degli Interporti
Siciliani) è quello di portare a sintesi, attraverso tale
veicolo societario, in un'unica infrastruttura integrata, asset,
progetti di sviluppo e servizi che attualmente interessano e/o sono
previsti nell'area interportuale di Catania Bicocca.
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3 . S V I L U P P O : I
L P A S S A N T E F E R R O V I A R I
O D I P A L E R M
O
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Tra gli interventi di sviluppo della
rete RFI in Sicilia, meritano sicuramente grande attenzione i lavori che
attualmente interessano il nodo ferroviario di Palermo. La realizzazione del
nuovo passante ferroviario palermitano rappresenta infatti uno degli
assi portanti di quella trasformazione della rete di trasporto
pubblico che - attraverso il potenziamento del servizio ferroviario
metropolitano, collegato e integrato con linee tram, bus e parcheggi
di interscambio - caratterizza tutte le grandi aree metropolitane
italiane e dunque anche la metropoli palermitana.
Siciliamia.net
dedica alla realizzazione di questa importante infrastruttura il
punto 02 della pagina dedicata al piano di mobilità di
Palermo. Ad essa dunque qui rinviamo.
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4 . S V I L U P P O : L I N E E
M E S S I N A - P A L E R M O E M E S
S I N A -
S I R A C U S A
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Gli
interventi programmati da qui ai prossimi anni da RFI sulla
rete ferroviaria siciliana sono finalizzati all'incremento della
capacità di offerta qualitativa e quantitativa nell'ambito delle
tre aree metropolitane dell'Isola (Catania, Messina, Palermo) e al
miglioramento complessivo dei collegamenti tra le principali città
siciliane. In questa prospettiva, ecco qual è la situazione
attuale.
Sulla
linea Messina - Palermo, sono stati ultimati (tra il 2002 e
il 2008) il raddoppio tra Messina Centrale e Patti (con l'unica
eccezione della tratta Rometta - Pace del Mela, la cui
conclusione è prevista entro il 2009) e il raddoppio tra Fiumetorto
e Palermo Centrale. Nel 2008 sono stati aperti i cantieri per il
raddoppio della tratta Cefalù - Fiumetorto: la fine dei
lavori è prevista per il 2011. E' poi attualmente in corso la
pianificazione del raddoppio della tratta Castelbuono - Cefalù.
Sulla
linea Messina - Siracusa, sono stati ultimati il raddoppio
della tratta Messina Centrale - Giampilieri, il raddoppio
della tratta Fiumefreddo - Catania Cannizzaro e il raddoppio
della tratta Catania Acquicella - Catania Bicocca, mentre è stata
avviata la progettazione definitiva del raddoppio della tratta Giampilieri
- Fiumefreddo.
Sulla
medesima linea Messina - Siracusa, per la primavera del 2012 è attesa la conclusione dei
lavori di raddoppio della tratta Catania
Cannizzaro - Catania Centrale: questo raddoppio porterà anche
alla nascita di un passante ferroviario metropolitano (ben
evidenziato dalla linea verde nell'immagine che segue), comprendendo infatti
la realizzazione di otto nuove fermate poste all'interno del tessuto urbano della città
di Catania.
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Catania.
Passante ferroviario metropolitano di RFI (in verde) e
Metropolitana di FCE (in rosso). |
Le
prime fermate ad essere create saranno Europa, Picanello,
Ognina, Cannizzaro. A queste quattro fermate - tutte a nord della stazione
di Catania Centrale - si aggiungeranno altre quattro fermate, questa volta collocate tutte a sud di
Catania Centrale: Duomo/Castello Ursino, Acquicella,
Bicocca, Fontanarossa/Librino.
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Linea Messina -
Siracusa, tratta Catania Cannizzaro - Catania Centrale.
Costruzione del viadotto Ulisse: lavori in
adiacenza al binario in esercizio. |
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Linea Messina -
Siracusa, tratta Catania Cannizzaro - Catania Centrale.
Portale della nuova galleria Europa.
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Linea Messina -
Siracusa, tratta Catania Cannizzaro - Catania Centrale.
Costruzione di un tratto di sede in trincea.
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Linea Messina -
Siracusa, tratta Catania Cannizzaro - Catania Centrale.
Costruzione di un tratto di sede in affiancamento alla linea
esistente.
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Linea
Messina - Siracusa, tratta Catania Cannizzaro - Catania
Centrale.
Costruzione
della nuova galleria Europa. |
Sempre
sulla linea Messina - Siracusa, nel corso del 2010 è
prevista l'ultimazione della progettazione definitiva dei lavori di
velocizzazione della tratta Catania Bicocca - Targia (da Targia a
Siracusa corre già oggi un doppio binario). L'ultimazione degli
interventi di velocizzazione è prevista per il 2014.
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5 . S V I L U P P O : L I N E
A C A T A N I A - P A L E R M
O
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I
piani a lungo termine di RFI contemplano anche il progetto di
una linea completamente nuova che unisca le due più grandi aree
metropolitane siciliane: quella di Catania e quella di Palermo.
Proprio i tempi di realizzazione eccessivamente lunghi, oltre ai
notevoli costi dell'opera, hanno contribuito a portare alla ribalta
un progetto in grado di porsi come efficiente alternativa al
progetto di RFI. Si tratta di un'idea dettagliatamente
analizzata e presentata da parte della Fondazione
Sabir nell'ambito di un convegno tenutosi a Palermo il 23 marzo
2009, presso la Sala Gialla del Palazzo dei Normanni. L'idea è
quella di una nuova dorsale ferroviaria che, toccando quattro
province (Catania, Enna, Caltanissetta, Palermo), arrivi a far
scendere da 300 a 150 (e, in un secondo tempo, addirittura sino a
100) minuti il tempo di percorrenza ferroviaria tra Catania e
Palermo. Per capire meglio di cosa si tratta, è opportuno
soffermarsi prima sul progetto di RFI.
Il
progetto firmato RFI - Rete Ferroviaria Italiana prevede un
tracciato che, partendo da Castelbuono (sulla linea Messina -
Palermo), corra sotto il massiccio montuoso dei Nebrodi
attraverso una galleria di ben 50 chilometri, raggiungendo dapprima
Catenanuova e poi Catania. Costo stimato dell'opera: 4 miliardi. La
realizzazione di questo collegamento abbasserebbe i tempi di
percorrenza tra Catania e Palermo dagli attuali 270 minuti (cioè
ben 4 ore e 30 minuti) a soli 78 minuti (1 ora e 18 minuti).
Apparentemente si tratterebbe di un progetto inappuntabile e degno
di lode. Si pongono però alcuni problemi.
Innanzitutto,
i tempi di realizzazione. RFI stima attualmente di poter
aprire i primi cantieri della nuova linea addirittura nel 2020: i
lavori si dovrebbero potrarre per una decina di anni, concludendosi
così intorno al 2030. Insomma, parliamo di tempi decisamente
biblici.
Secondo
punto, i costi. Il progetto verrebbe a costare complessivamente tra
i 4 e i 4,5 miliardi di euro: dunque, costi elevatissimi la cui
copertura richiederebbe sforzi economici ingenti da parte della
stessa Regione Siciliana.
Terzo
aspetto critico: il tracciato. Anche tralasciando le questioni di
impatto ambientale (sarebbe infatti necessario lo sventramento di
una parte dei Nebrodi), il percorso pensato da RFI correrebbe
lontano dall'entroterra, precludendo del tutto una efficiente
combinazione con la rete ferroviaria che serve le province
meridionali dell'Isola.
A
fronte di queste fondate criticità, la Regione Siciliana ha
manifestato il proprio appoggio al progetto della Fondazione Sabir,
che sarebbe in grado di garantire un buon risultato a fronte di
costi e di tempi di realizzazione decisamente più contenuti. Per di
più, il tracciato verrebbe anche a garantire una maggiore
integrazione dell'entroterra e della parte meridionale della Sicilia
nel sistema del trasporto ferroviario isolano.
Il
progetto Sabir comporta costi di realizzazione per circa 2,5
miliardi di euro e verrebbe realizzato in tre fasi. La prima,
immediatamente realizzabile a costo zero, prevede la
razionalizzazione degli orari, l'eliminazione di alcune fermate e il
via libera alla percorrenza alla massima velocità possibile: il
tempo complessivo passerebbe così da 270 a 200 minuti. La seconda
fase, dal costo di circa 200 milioni di euro, prevede l'acquisto di
treni più veloci (almeno cinque) e l'eliminazione del maggior
numero di passaggi a livello stradale: il tempo di percorrenza
scenderebbe così a 150 minuti. La terza fase, cosiddetta strategica,
consentirebbe di ridurre il tempo del collegamento sino a 100
minuti, attraverso una ulteriore spesa di 2,3 miliardi di euro da
destinare al raddoppio della tratta Catania - Enna, all'acquisto di
un numero maggiore di nuovi treni, alla soppressione di una maggior
quantità di fermate intermedie e di passaggi a livello stradale.
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Come già accennato, la Regione Siciliana sembra oggi preferire il
progetto Sabir al progetto RFI. I costi dell'opera verrebbero
ad essere quasi integralmente coperti dai fondi dell'accordo di
programma quadro Stato-Regione del 2001. Infatti, dei 5 miliardi di
euro dell'accordo di programma - 560 milioni di fondi statali (11%)
e 4,4 miliardi di fondi regionali (89%, tra fondi FAS e fondi
comunitari) - sono sino ad oggi stati spesi solo 1 miliardo e 133
milioni. La situazione è attualmente in divenire: arrivare a
conclusioni precise sarebbe ancora prematuro. Ma resta il fatto che
il futuro dello sviluppo del trasporto ferroviario siciliano sembra
essere giunto ad un bivio fondamentale. Staremo a vedere quale
strada verrà intrapresa.
immagini
tratte da www.treniecartolinesicilia.it
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