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Questa
storia risale ad un'epoca remota, il periodo della crisi della civiltà
romana, un'epoca fatta di invasioni e scorribande di popolazioni
barbariche che, scendendo dal Nord dell'Europa e penetrando nella penisola
italiana, cercavano di avanzare sempre più verso Sud, alla ricerca di un
clima mite e di una natura benevola.
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Accadde
in un caldo giorno di agosto che un intero esercito di invasori, dopo aver attraversato
l'intera penisola, giunto alla punta estrema della Calabria, fu costretto
ad arrestare la propria marcia dinanzi ad una stretta lingua di mare. Il colore
di quelle acque era di un blu intenso, un'intensità mai vista prima in
nessun altro mare. Fu mentre erano
fermi sul costa che quegli uomini, spingendo lo sguardo più in là, rimasero incantati alla vista dei bagliori
color smeraldo che i raggi del sole restituivano da quella misteriosa terra così
vicina e così irraggiungibile che si stagliava all'orizzonte. Lì, al di
là del mare, si intravedeva anche una strana montagna nera, alta più
delle nuvole, con la cima innevata e con una scia di fumo che si alzava
dalla vetta.
Quella
vista fece nascere in tutti quei guerrieri il desiderio di approdare
subito su quella terra, di liberarsi dell'armatura, di riposare all'ombra
dei freschi boschi illuminati da quel caldo sole. I cavalli scalpitavano,
attratti anche loro da quei riflessi, l'impazienza di tutti diveniva
impetuosa, anche quella del re che andando su e giù per la costa coi suoi
generali, cercava in quel mare un varco, un guado che
consentisse al suo esercito di passare dall'altra parte.
Nulla
da fare. Nessun guado, nessun varco, nessun passaggio. Ma proprio quando
tutto stava per apparire perduto, proprio quando l'esercito stava per rassegnarsi ad
abbandonare l'idea di raggiungere quella strana terra color smeraldo, ecco
che all'improvviso - come per incantesimo - una donna bellissima apparve al
re che rimase immobilizzato da quello sguardo magnetico e irresistibile.
La donna, indicando lo stretto di mare, rivolse al re qualche parola.
- Grande Re, al di là del mare potrai trovare un'isola felice, la dimora
del dio Sole che proprio lì fa maturare i suoi frutti migliori: campi di
grano dorato, boschi di agrumi, affascinanti distese di viti e ulivi. E al
Sole gli agricoltori di quell'isola rivolgono solenni culti e cerimonie
festose. I suoi abitanti sono disposti ad accoglierti: vieni dunque a
conquistare l'Isola, io sono in grado di offrirla a te!
Così
dicendo, porge la mano al re, quasi a rassicurarlo e incoraggiarlo. Il re,
completamente travolto dalla bellezza e dalla voce tentatrice della donna, assiste a
quel punto ad una scena magica: vede la bella sconosciuta rivolgere con la
mano un cenno di richiamo all'isola che si staglia all'orizzonte e,
osservando quel mare calmo e immobile che lontano finisce col confondersi
col blu intensissimo del cielo sereno fino a sfumare in una fine e leggera
nebbia azzurra, nota l'isola avvicinarsi fino a ridurre il mare a un
misero rigagnolo; l'isola sembra ora potersi toccare con mano, i suoi
boschi, i suoi orti, i suoi campi e persino quella strana montagna nera la cui
vetta emette fumo, tutto adesso sembra lì a portata di mano, tutto ora
appare facile da afferrare e conquistare.
- Avanti! Avanti!
Al
grido del loro re, l'esercito inizia a muoversi con passo sicuro e dirige
la propria marcia verso l'isola. Nessuno si chiede più chi sia quella
donna: è in realtà Morgana, sorellastra e amante di re Artù, la quale -
narra la leggenda - dopo aver condotto suo fratello Artù ai piedi
dell'Etna, prende dimora in Sicilia tra l'Etna e lo stretto di Messina, in
uno splendido palazzo di cristallo.
Accade tutto in pochi
istanti: Morgana attende che le truppe si siano tutte avviate al guado che
ecco sparire all'improvviso l'incantesimo! I soldati, il re, tutti miseramente affogano
prima ancora di mettere piede su quell'isola.
Morgana
è sempre lì, divertita nel ripetere il suo incantesimo. Accade soprattutto nei
giorni sereni d'agosto e all'alba dei primi giorni di settembre, quando -
ancora oggi - la costa siciliana si specchia nelle acque di Reggio
Calabria e i giardini e le navi dell'altra sponda sembrano così vicini da
poter davvero essere toccati. Un semplice miraggio, scherzo della natura?
Può darsi... Ma potrebbe anche essere la bellissima Morgana che si
esercita nella sua magia!
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